After Life

After Life è l’ennesima serie TV che vede Ricky Gervais come protagonista, oltre che regista, sceneggiatore e produttore, il quale riesce, ancora una volta, ad offrire un prodotto di qualità.

Tambury – località non reale – ospita tutto ciò che accade in After Life, Tony – Ricky Gervais – è un membro della redazione del The Tambury Gazzette, un giornale locale.

Sin dalle prime puntate scopriamo che il protagonista di questa serie tv è rimasto vedovo a causa di un cancro che ha colpito Lisa, sua moglie.

Rimasto “solo” con il cane, la coppia non aveva figli, Tony trova difficile continuare a vivere in preda alla depressione più nera ed alla mancanza di aspettative di vita, pensa svariate volte al suicidio, ma non riesce a compiere l’estremo gesto perché verrà sempre colpito da pensieri che lo fanno desistere, come ad esempio l’idea di lasciare il cane senza qualcuno che se ne occupi.

Le sue giornate scorrono guardando video di sua moglie sul computer portatile, alimentando sempre di più la sua depressione ed avendo la conferma che nulla ha più senso.

Decide, quindi, di vivere la vita come viene, senza interessarsi dei pensieri altrui, dicendo tutto ciò che gli passa per la mente, seminando cinismo ed arguzia attorno a lui, fregandosene di ferire le persone.

After Life non è soltanto Tony, Ricky Gervais è riuscito a far orbitare attorno al protagonista una serie di personaggi ben caratterizzati. Come i colleghi del The Tambury Gazzette; alcune amicizie un po’ particolari e decisamente strani: il postino, la prostituta, il tossico che distribuisce i giornali e così via.

After Life è una dark comedy, Ricky Gervais, oltre ad aver scritto e diretto abilmente questa serie TV, l’ha interpretata, probabilmente, ancora meglio.

Vi posso dire che After Life non si limita ad “intrattenere” lo spettatore/la spettatrice, ma in un qualche modo lascia un qualcosa dentro, arricchisce.

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